METATARSALGIA

La metatarsalgia colpisce maggiormente le donne e abitualmente è associata ad anomalie di appoggio delle teste metatarsali; ciò è confermato spesso dalla presenza di callosità plantari in corrispondenza delle teste metatarsali dolorose.

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La metatarsalgia rappresenta una serie di sindromi dolorose corrispondenti alla regione plantare del piede riferita alle teste metatarsali. Le ossa metatarsali sono le ossa lunghe del piede. Si trovano tra le ossa che formano la caviglia (ossa tarsali) e le ossa delle dita (falangi).

Le patologie di metatarsalgia si dividono in: metatarsalgie biomeccaniche e metatarsalgie non biomeccaniche.

Nel primo caso, siamo di fronte ad una patologia algica sostenuta da squilibri di carico, attribuibili ad anomalie di lunghezza dei raggi metatarsali, anomalie di posizione dei raggi metatarsali oppure anomalia di motilità di uno o più raggi del Lisfranc, come per gli esiti post-traumatici.

Le metatarsalgie non biomeccaniche, invece, hanno origine da interessamento flogistico articolare o para-articolare da malattie sistemiche (artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico, etc…) oppure da affezioni locali (come nel caso dell’artrite settica).

CAUSE

Le cause della metatarsalgia spesso coincidono con un eccesso di attività di carico come correre, saltare o camminare.

Un’altra causa può essere l’utilizzo di scarpe non sufficientemente “comode”, strette in punta o che caricano in modo eccessivo il peso del corpo sull’avampiede (ad es. scarpe con tacco molto alto).

A volte un singolo fattore può portare a metatarsalgia. Più spesso, sono coinvolti diversi fattori, tra cui:

  • Intenso allenamento;
  • Alcune forme del piede, come ad esempio un arco del piede più alto rispetto ad altri può incentivare la pressione sui metatarsi;
  • Dita a martello;
  • Borsite dell’alluce;
  • L’eccesso di peso, poiché avere chili di troppo porta ad una maggiore pressione sui metatarsi;
  • Scarpe inadatte (tacchi alti, scarpe strette in punta…)
  • Fratture da stress;
  • Neuroma di Morton.

CONSEGUENZE

Se non trattata, la metatarsalgia può portare a:

  • Dolore in altre parti del piede
  • Dolore in altre parti del corpo, come parte bassa della schiena o anca (questo accade a causa di una andatura non corretta).

 

TERAPIA

Misure conservative di solito alleviano il dolore della metatarsalgia.

  • Riposo. Potrebbe essere necessario evitare di praticare sport o praticarne uno alternativo a basso impatto, come il nuoto o il ciclismo.
  • Impacchi di ghiaccio. Applicare impacchi di ghiaccio sulla zona interessata per circa 20 minuti alla volta, più volte al giorno. Per proteggere la pelle, avvolgere le confezioni di ghiaccio in un asciugamano sottile.
  • Prendere un antidolorifico. Alcuni farmaci come l’ibuprofene (Advil, Motrin, altri), naproxene (Aleve, altri) o aspirina possono ridurre il dolore e l’infiammazione.
  • Indossare scarpe adatte. Il medico può raccomandare una scarpa differente per il tipo di piede.
  • Plantari. I plantari – spesso fatti di sughero, plastica, gomma o altro,aiutano ad attenuare la forza meccanica diretta ai metatarsi.
  • Plantari rigidi. Sono progettati per controllare il movimento nelle articolazioni del piede. Plantari semirigidi sono realizzati in materiali morbidi. Plantari progettati per trattare la metatarsalgia possono includere pastiglie metatarsali.

Se i trattamenti conservativi falliscono, in rari casi un intervento chirurgico per riallineare le ossa del metatarso può essere un’opzione.

Per un’analisi approfondita è necessario effettuare una radiografia standard del piede, sotto carico, per valutare la formula metatarsale ovvero la disposizione dei cinque metatarsi. Indispensabili sono poi l’ Ecografia del piede e la Risonanza Magnetica.

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